3.5.10

PLEASE BE ALL I WANT YOU TO BE - Annabel Gray Briger

Please be all I want you to be
Sono insoddisfatta di te. Sono insoddisfatta di me.
Quindi mi lascio andare,
nel concedermi dei vizi innocenti:
fantasie diurne e notturne di racconti romantici in costume
di fronte alle quali
tutto il resto
è terribilmente banale.
Ho creato delle visioni dalla mia fantasia. Spero tu le veda.
Questa è una timida provocazione.
Non è del tutto innocente.
Please be all I want you to be.


Please be all I want you to be nasce dal piacere di rifuggire nella fantasia, dall' evadere dalla realtà banale al mondo alternativo auto-gratificante, dal piacere di abbandono alle storie di amori romanzeschi, alle scene ripetute, riordinate nella testa. Fuga nell'Ottocento, nella visione che ha l'artista di questo secolo, nostalgica (e superficiale). Annabel ricostruisce scene prese in prestito da libri e da film, personalizzandole, prolungandole ed infine fermandole nel tempo. Vi è un mondo di decorazione ed eleganza, di svago raffinato e di usanze garbate, un’esistenza sognata che ammorbidisce le durezze di oggi. Questa è la fantasia della nostra artista; forse la vostra è di paradisi tropicali, imprese di forza e coraggio, realtà virtuali...

Vi sono mani che svolgono i dolci riti dell’amore romantico, nel gioco del corteggiamento. Sono sospese nei loro ruoli attivi e passivi, fermate quasi in un tocco, protese verso le possibilità infinite.

Vi sono gentiluomini che ammirano i lunghi colli d’avorio ed i polpastrelli rosati delle signorine e vi sono signorine che si offrono (per essere ammirate). I gentiluomini sono gli osservatori, coloro che sfiorano, gli ammiratori, le donne le servitrici e le servite.

Vi sono fervidi corteggiatori, che guardano dal balcone, irresistibili nella loro miscela particolare di bellezza e brutalità, nella loro “supremazia troppo facile in tutto.” (Madame Bovary), e vi sono passi di ballo da imparare da un promesso corteggiatore, una guida di speranza per l’amore romantico. I passi però sono privi di senso ed impossibili e la danza non sarà eseguita.

Le fantasie di Annabel Gray Briger, come tante altre, sono superficiali e semplicistiche. Dietro ... vi sono elementi oscuri. Gli sfondi ombrosi di grigi blu e marroni viola richiamono una tavolozza Gotico-Vittoriano, e suggeriscono che “tutto non è come sembra.” Nel sottobosco del mondo romantico vi sono dinamiche di sottomissione e dominio.

Però le dinamiche che turbano razionalmente possono attirare sensualmente. E’ l’elemento decorativo a prevalere. Ci sono fiori e fiocchi, boccoli e foulard, e un oggetto per riempire ogni spazio. Perchè questo è fantasia e il piacere prevale.

Annabel Gray Briger nasce a New York nel 1976, si laurea presso la Brown University di Rhode Island in Storia Medioevale nel 1998, si trasferisce poi a Roma dove frequenta la Rome University of fine Arts (RUFA) dove si laurea nel 2009 in pittura.

Ha partecipato a mostre personali e collettive ed ha vinto il Premio Vertecchi per la giovane arte Roma ed il Premio Domenico Miraglio per le Accademie di Belle Arti del Lazio Roma. Vive a Roma e lavora in un accogliente studio nel quartiere San Lorenzo.