17.11.14

SASHA HUBER – IDENTITA’ E CULTURA NELLA PRIMA PERSONALE ITALIANA

SASHA HUBER – IDENTITA’ E CULTURA NELLA PRIMA PERSONALE ITALIANA
GOART   Lea Ficca


L’arte è intimità. L’arte è bisogno di raccontare una storia, quella degli altri, la propria..l’arte è la voce della memoria che riaccende ricordi lontani. Così nel lavoro di Sasha Huber il fare artistico si traduce in un’esigenza, quella di esplorare l’identità, di genere, di razza, di cultura.
In mostra presso La Stellina Arte Contemporanea e per la prima volta protagonista di una personale in Italia, l’artista svizzera ci conduce in un viaggio geografico e temporale, attraverso un racconto a lei familiare. Una installazione fotografica e un video occupano lo spazio della galleria romana per parlarci di Jena Tomba, una donna simbolo per la cultura afroamericana, che con il coraggio di non nascondere la sue radici divenne l’emblema della libertà, di essere chi si è senza vergogna.per continuare a leggere clicca qui



7.11.14

Sasha Huber I love JaNY A cura di Stella Bottai






                                           




Sasha Huber
I love JaNY

A cura di Stella Bottai
Inaugurazione 3 dicembre 2014 ore 18
L’artista sarà presente 
LaStellina ArteContemporanea è lieta di presentare I love JaNY,  la prima mostra italiana dell’artista svizzera Sasha Huber (Zurigo 1975).
Di origini svizzero-haitiane, residente a Helsinki, l’artista si confronta con i temi dell’identità culturale in contesti quali l’emigrazione e la diaspora, il razzismo e il colonialismo.
I love JaNY (2010) è un’istallazione fotografica accompagnata da un video - appositamente ripensata per gli spazi della galleria - in cui si ricostruisce il ritratto di Jany Tomba, zia dell’artista, che negli anni Sessanta fuggì la dittatura di Haiti per stabilirsi a New York. Notata da un agente, Jany si affermò in poco tempo come celebre top model fuori dagli standard di bellezza occidentali. La scelta, per esempio, di portare i capelli naturalmente ricci contribuì a farne un’icona per le black women americane e non. Nel video Jany racconta tali differenze culturali e di come sia riuscita a conviverci superandole.



In mostra sarà possibile visionare anche il catalogo di un  progetto che la Huber porta avanti dal 2008, Rentyhorn.
Impegnata in una revisione storica del naturalista svizzero Louis Agassiz (1807-1873) come uno dei pionieri dell’apartheid, la Huber compie diverse performances atte a svelare l’orientamento razzista dei suoi studi. Tra queste, un viaggio sulla cima delle Alpi svizzere a lui dedicata ha la missione di re-intitolare la vetta con il nome della schiava Renty, indicata dallo scienziato come dimostrazione dell’inferiorità della razza nera.

Sasha Huber vive e lavora a Helsinki. Si forma tra Svizzera e Finlandia, con un periodo di formazione a Fabrica di Benetton. Ha esposto in personali e collettive in tutto il mondo, tra cui Helsinki, Haiti, Goteborg, Londra, San Paolo e Berlino. Ricordiamo la sua partecipazione alla 19a Biennale di Sydney (2014) e allo Helsinki World Design Capital (2012).  Vogue Italia nel 2011 e il  portale Rai Arte nel 2013 hanno intervistato l’artista presentando i suoi principali progetti al pubblico italiano.
Maggiori informazioni sul sito dell’artista www.sashahuber.com.
La mostra ha il patrocinio dell’Ambasciata finlandese.

Sasha Huber
I love JaNY
A cura di Stella Bottai

Inaugurazione 3 dicembre 2014 ore 18
La mostra prosegue fino al 13 gennaio 2015
LaStellinaArteContemporanea
Via Braccio da Montone 93 Roma
orari: lunedì – venerdì dalle 17,30 alle 19,30 e su appuntamento
+0039 3342906204

 









                                              
English version











Sasha Huber
I love JaNY


Curated by Stella Bottai
Opening December 3, 2014 at 6-pm
The artist will be present






LaStellina ArteContemporanea is pleased to announce I Love JaNY, the first Italian exhibition of the Swiss artist Sasha Huber (Zurich 1975).
Of  Swiss-Haitian origin living in Helsinki, Huber faces the themes of cultural identity in contexts such as migration, diaspora, racism and colonialism.
I love JaNY (2010) is a reconstructed photo installation of  Jany Tomba accompanied by a video interview, specifically redesigned for the space of the gallery.
Jany Tomba, aunt of the artist, fled the dictatorship in Haiti in the Sixties to settle in New York. There she was spotted by a fashion agent, who assisted her to become quickly a famous top model outside of the western standard of beauty. For instance,  the choice to keep her natural curly hair resulted in her becoming an icon, not only for black American women, but women in general. In the video Jany talks about these cultural differences and how she succeeded in coexisting and surmounting them.



During the exhibition it will also be possible to have a look at a catalogue of a previous project who Huber has been working on since 2008,Rentyhorn.
Engaged in an historical revision of the Swiss naturalist and pioneer of Apartheid, Louis Agassiz (1807-1873), Huber carries out various performances to reveal the racist orientation of Agassiz's studies. One of these interventions included a trip to the Agassiz-horn, a peak  in the Swiss Alps named after Agassiz.
Huber renamed the mountain Rentyhorn in honour of the slave Renty who had been used by Agassiz in his research as a symbol of black inferiority.
Sasha Huber lives and works in Helsinki, completing her education between Switzerland and Finland, with a training period at Fabrica Benetton. She has exhibited in solo and group exhibitions worldwide, including Helsinki, Haiti, Gothenburg, London, Sao Paulo and Berlin as well as participating in the 19th Biennale of Sydney (2014) and the Helsinki World Design Capital (2012). Vogue Italy in 2011 and the web portal Rai Arts in 2013 introduced the artist’s work
to the Italian audience.
More information on the artist's website www.sashahuber.com.
The exhibition is sponsored by the Embassy of  Finland.



Sasha Huber
I love JaNY
Curated by Stella Bottai

Opening December 3, 2014 at 18
The exhibition continues until January 13, 2015

LaStellinaArteContemporanea
Via Braccio da Montone Rome 93
Time Mon-Frid 5,30-7,30 pm
www.lastellinaartecontemporanea.com
+0039 3342906204












5.11.14

L’anti-archivio di Susan Harbage Page di Francesca Castiglia "Il Foglio dell'arte"





www.ilfogliodellarte.it

05/11/2014 di Francesca Castiglia

 L’anti-archivio di Susan Harbage Page

ROMA – Un lavoro ancora in corso, quello dell’artista americana Susan Harbage Page. Una minuziosa raccolta e classificazione di ogni genere di articoli rinvenuti lungo il confine tra gli Stati Uniti e il Messico. Pettini, calzini, spazzolini da denti: oggetti di vita quotidiana, persi, nel tentativo di oltrepassare la frontiera e raggiungere un nuovo e supposto benessere. L’artista fotografa prima gli oggetti sul posto, nel momento in cui li trova. In seguito, li trasporta nel suo studio, dove li fotografa nuovamente, in uno scenario neutro, attribuendo loro un’etichetta e un numero, per poi collocarli in un registro. Si tratta, in realtà, di una sorta di anti-archivio, poiché se un archivio, nel senso comune, è una mera raccolta di informazioni da conservare e mettere da parte, quasi dimenticandosene, in questo caso la finalità della raccolta è mantenere viva nella memoria la storia di gente sconosciuta.
L’artista ha iniziato il suo progetto nel 2007, dopo aver ascoltato una trasmissione radiofonica in cui si parlava dell’alto tasso di mortalità di quanti tentavano di oltrepassare clandestinamente la frontiera. Da quel momento è nato in lei il desiderio di approfondire le problematiche relative all’immigrazione negli Stati Uniti. La tematica, inoltre, la riguarda da vicino, poiché nello Stato in cui vive, il North Carolina, l’economia si basa soprattutto sull’agricoltura, che deve molto alla manodopera proveniente dal Messico e dall’America Latina.
Il 24 ottobre scorso la galleria LaStellina ArteContemporanea ha presentato il progetto di Harbage Page “Objects from the Borderlands: Anti-Archive from the U.S.-Mexico Border”, che raccoglie il lavoro dell’artista degli ultimi otto anni. 
Per continuare a leggere l'articolo clicca qui

26.10.14

Susan Harbage Page "Objects from the borderlands"

La visione del progetto di Susan Harbage Page è 

possibile chiamando o scrivendo ai contatti della 

galleria.


+00393342906204

lastellina05@gmail.com


Foto di Paolo Landriscina 

PRESENTAZIONE DEL PROGETTO E PERFORMANCE di Susan Harbage Page del 24 Ottobre 2014 (foto di Gianvito Ricciardi)































 






















































Come sempre CASALE DEL GIGLIO accompagna i nostri eventi Grazie.