18.6.13

Articolo di Giulia Pilieci su Insideart.eu



Generazioni a confronto


Gg son of the south Pr, Gianfranco Grosso vs Paul Russotto più che una semplice mostra è stata una operazione culturale, come l’ha definita la gallerista Rossella Alessandrucci. La serata dell’inaugurazione si è aperta con una videoproiezione a cura di Piero Pala: il film inedito per l’Italia di Emile de Antonio, Painters painting the New York art scene 1940-1970, ha riportato nello spazio della galleria gli echi del mondo vissuto da Paul Russotto, introducendo ai partecipanti gli scenari della fervente vita artistica newyorchese con le parole dei grandi personaggi dell’epoca. Al termine del video, Gianfranco Grosso ha scoperto l’opera Corksrew I del pittore italo-americano (1969, oil on canvas, 38 x 30 cm), che, illuminata da un occhio di bue, si è materializzata improvvisamente nel buio della galleria ed il silenzio è stato interrotto da un lungo applauso. L’azione dell’artista più giovane che toglie il "velo dell'immagine" è stata una presa di coscienza della consistenza del passato che forgia i nostri gesti e concatena i pensieri.

Russotto presenta su tela un oggetto di uso comune che non ha niente di pop, ma che racchiude il seme dell’espressionismo. È una natura morta di un Caravaggio dei nostri tempi, come i colleghi americani solevano chiamare il pittore, che porta il segno della modernità nell’ombra allungata e deformata dalla percezione dell’artista, ignaro e indifferente dell’oggettività del visibile. L’opera risulta così animata da uno spirito di osservazione profondo, una curiosità endemica che ha mosso la mano del pittore nell’indagare l’indecifrabile verità delle cose attraverso la propria emotività. Il parallelismo con L’Homme di Man Ray (1918, Gelatin silver print, 48.3 x 36.8 cm) , come intuirà Grosso dopo aver scelto l’opera fra quelle della ricca produzione di Russotto, è un’ ulteriore conferma della riflessione intrapresa dall’artista calabrese. Nel momento preciso della composizione, l’artista è un medium che opera a livello inconscio, filtrando e inglobando tutto ciò che accade attorno a lui in un’opera che contiene in sé le condizioni della sua stessa nascita. Un atto di azzeramento del tutto, una purificazione dunque, necessari alla creazione, onde evitare la contaminazione con gli intellettualismi che furono oggetto di critica proprio nell’ambito dell’espressionismo.
La ricerca di Paul Russotto, osservando il suo percorso artistico, non si discosta da quella dell’allievo/antagonista: è infatti una ricerca continua, sempre mossa da un intento personale, che ha portato l’artista a mutare liberamente stili e forme di espressione, da un’arte più figurativa sino alle tele astratte, passando per i grandi collages realizzati negli anni ’80 con i disegni precedenti, mediante l’operazione di un taglio fisiologico che non distrugge ma ricrea la produzione del passato. La serata si è conclusa con un party privato nel quale sono state presentate le opere Zenit di Gianfranco Grosso (2012, mixed media, 150x18x18 cm) e  Study of myself wearing a Pablo Picasso mask di Paul Russotto (2000, gouache, collage, assembled drawing, 61x98cm), ora presenti in galleria. Le opere, disposte agli estremi di un’immaginaria diagonale che divide lo spazio espositivo, costringono il fruitore a posizionarsi nel fulcro dell’incontro/scontro fra i due artisti, sons of the South, accomunati dall’origine nel Sud dell’Italia e ritrovatisi in un’ideale simposio con gli artisti che segnarono periodi storico-artistici fondamentali nel ‘900: il confronto stabilisce di fatto un legame fra più generazioni tramite due opere che omaggiano l’una Man Ray e Duchamp, l’altra Pablo Picasso.
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5.6.13

“Bicchierage” G G - Son of the South - P R Gianfranco Grosso vs Paul Russotto



LaStellina ArteContemporanea

È lieta di invitarvi al
“bicchierage”

G G - Son of the South - P R
Gianfranco Grosso vs Paul Russotto

con testo critico di Alan Jones





Per l’occasione si brinderà al prolifico incontro-scontro tra i due artisti,
per dare un continuum a nuovi e stimolanti impulsi nello spazio. 

Domenica 9 giugno 2013, dalle ore 21.30


LaStellina ArteContemporanea.
Via Braccio da Montone 93 Roma

24.5.13

Olympian Gossip: Tiziana Lo Conte - Alessandra Ballarini



In occasione di

00176 PIGNETO CITTA' APERTA -24-25-26 MAGGIO
La galleria LaStellinaArteContemporanea
presenta nei propri spazi che già ospitano la Mostra
G G Son of the South P R - Gianfranco Grosso vs Paul Russotto.



OLYMPIAN GOSSIP 

Tiziana Lo Conte e Alessandra Ballarini


Sabato 25 maggio, ore 19.00


Arte sonora elettroacustica 
Esplora la zona di confine fra la performance, l'improvvisazione e la composizione.
Il progetto ricostruisce un immaginario, fatto di timbri organizzati, di oggetti sonori e di visioni, di scarti elettrici e di incursioni vocali che, trasversalmente ai generi musicali, raccontano storie. Oggetti poveri, strumenti di tradizioni antiche si trasformano in strumenti improbabili e inaspettati.

Tiziana Lo Conte
Forma nel 1985 un gruppo fondamentale per la scena musicale di quegli anni 85/2000 i "GRONGE"
con i quali incide diversi lavori e vince numerosi premi.
Negli anni ha approfondito sia lo studio della voce e degli strumenti elettroacustici con nomi prestigiosi delle avanguardie.
Ha frequentato il corso di Musica elettronica del Conservatorio Santa Cecilia di Roma sotto la guida del maestro Giorgio Nottoli.
Ha studiato inoltre Canto Dhrupad con Amelia Cuni, canto difonico con M° Tran Quang Hai presso la fondazione Cini (S. Giorgio, Venezia) etc...
Collabora con diversi compositori di musica contemporanea e con gruppi e ansamble italiani (Zu, Ardecore, Gronge, Mauro Tiberi, Luca Miti, Roseluxx di cui è fondatrice).
Si è esibita in alcuni dei più importanti festival e teatri in Italia e all'estero, fra cui: Teatro Argentina di Roma, Globe Theatre, Auditorium parco della musica, festival delle 5 giornate, emufest tc.. Con Gianni Trovalusci del Cemat e Simone Pappalardo ha ideato e organizzato il festival di arte contemporanea revolt con la collaborazione di numerosi conservatori e musicisti provenienti da tutta Italia.
Con Danilo Aleandri cura da anni il festival di sonorizzazioni "Synchrofilm" nel quale si sono esibiti numerosi artisti Italiani ed esteri.
Nel 2012 è fondatrice del gruppo Roseluxx nel 2013 insieme a Simone Pappalardo fonda gli Olympian Gossip.

Alessandra Ballarini
pratica sperimentazione audio (con supporti digitali e basso elettrico) e video dal 2005, con alle spalle studi di pianoforte classico.
Studia Architettura a Ferrara e dal 2001 lavora dedicandosi alla rappresentazioni 2D e 3D. Arrivata a Roma nel 2005, dopo il Master in Architettura Digitale “Lo Spazio In/forme” presso l‘IN/ARCH, realizza il suo progetto sperimentando nuovi linguaggi rappresentativi a livello multimediale.
La propria sperimentazione video/sonora sta tra cyber-punk, industrial, ambient noise e noise passando per la sperimentazione cruda.
Dal 2005 lavora al progetto LesMistonS.
Nel 2011 esce Fretta, progetto solista ambient-noise.
Con i LesMistonS suona e crea video nei progetti LSMSTMS, No!, The situation is desperate, anything is possible (progetto dedicato a John Cage), fino all'ultimo Crash Rogues e partecipa a festival di musica sperimentale tra cui Artika Festival (Recanati), Dogs of the Duo (Villa Paniko Squatt – Firenze), Night of the Duo (ZK Squatt – Roma), produzione A.C.I. Project, Re-volt Festival (Fanfulla101 – Roma), con Paolo Natanti al ToolKit Festival (Venezia), LPM Contest (Roma), NCP 1.0 – Sonicwarfar (Nuovo Cinema Palazzo – Roma), NoLebol Festival (Roma).

23.5.13

Articolo di Marta Apice su Artribune.com


Testimoni di ieri e di oggi: Gianfranco Grosso racconta Russotto

    
Una piccola mostra per un confronto fecondo. Da un lato Gianfranco Grosso, classe 1972, dall’altro Paul Russotto, classe 1944. A mediare l’incontro, le parole di Alan Jones, e riferimenti che vanno da Picasso a Duchamp, fino all’Espressionismo Astratto. Alla Stellina di Roma, fino all’8 giugno.

GG Son of the South, Paul Russotto, 2013, La Stellina Arte Contemporanea, Roma
GG Son of the South, Paul Russotto, 2013, La Stellina Arte Contemporanea, Roma
Due generazioni diverse, quelle di Gianfranco Grosso (Cosenza, 1972) e Paul Russotto (New York, 1944) ma che si muovono su un comune terreno di sensibilità. 
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