11.2.14

CAPOLINEA 19 Personale di Sergio Ceccotti e testi di Edoardo Albinati






Capolinea 19
Personale di Sergio Ceccotti
e testi di Edoardo Albinati

Inaugurazione mercoledì 19 marzo 2014 ore 18,30
19.3 – 18.4.2014

a cura di Stella Bottai

 




LaStellina ArteContemporanea è lieta di annunciare Capolinea 19, la mostra personale di Sergio Ceccotti accompagnata dai testi di Edoardo Albinati. Tema comune ai due artisti è il percorso dello storico tram 19, che da capolinea a capolinea attraversa Roma dal centro alla periferia.

I quadri di Ceccotti ritraggono scene di vita quotidiana nelle strade di Roma in cui transita il tram, che nel suo lungo e lento percorso unisce quartieri fra loro diversi, dal centralissimo Prati al Pigneto – sede della galleria – a Centocelle. I viali, gli interni, gli edifici dipinti da Ceccotti si ammantano di mistero per la presenza di dettagli quali un’ombra, un punto di vista rialzato, un uomo di spalle. Elementi che conferiscono alle tele un clima di suspence e gettano una luce nuova, sinistra e insieme affascinante alle vie altrimenti familiari della capitale. Il modo di organizzare la composizione, dice l’artista, ricorda il cinema noir degli anni Quaranta e Cinquanta, e infatti le sue narrazioni prendono spesso il carattere di presagio, mutuando dal cinema, sì, ma anche dai fumetti e dalla pittura americana la visione lucida, esatta e insieme soggettiva degli ambienti.

La Roma onirica di Ceccotti si intreccia con le parole del libro 19 di Edoardo Albinati, recentemente riedito da Mondadori (I edizione 2001). Nel libro si narra di diversi viaggi sul tram che lo scrittore intraprende spinto dalla necessità di sbrigare un’incombenza familiare. Albinati coglie con il suo stile immediato alcuni brani della quotidianità, nella Roma altoborghese dei Parioli come in quella popolare della periferia, Prenestina, Villa Gordiani. Dentro e fuori dal tram si avvicendano personaggi, cartelloni pubblicitari, nomi di strade, turisti, ricordi. “Da questo punto di vista il 19 è un mondo perfetto. Perciò mi ci ritrovo così a mio agio quando mi ci imbarco. Forse è come il caffé per gli esistenzialisti. Il mio Deux Magots, il mio Flore su rotaia”.

La mostra vuole essere anche un tributo al Pigneto, sede della galleria, attraverso due eccezionali artisti romani che del tram 19 hanno colto la peculiare natura.

Pittore dell’enigma e del mistero, Sergio Ceccotti (Roma 1935) si forma tra il 1956 e il 1957 a Salisburgo studiando pittura con Oskar Kokoschka e litografia con Slavi Soucek. Dal 1956 al 1961 ha frequentato i corsi di disegno dell’Accademia di Francia. Dal 1958 intraprende professionalmente la carriera di pittore e incisore. La prima mostra personale è alla galleria L’Albatro di Roma nel 1960. Da allora ha esposto in molte città, tra cui Roma, Firenze, Napoli, Bruxelles, Parigi, Uppsala, Monaco di Baviera, Istanbul, Il Cairo, Buenos Aires, Tokyo e Melbourne. Ha partecipato a due edizioni della Quadriennale di Roma (1986 e 1999) e al padiglione italiano della Biennale di Venezia, sezione Lazio 2011. Le sue opere sono in varie raccolte pubbliche e private, tra cui ricordiamo la Collezione d’Arte Religiosa Moderna dei Musei Vaticani, lo Staatliches Lindenau Museum di Altenburg, le gallerie comunali d’Arte Moderna di Bologna e di Arezzo, il Museo d’arte contemporanea Renato Guttuso di Bagheria. Le sue opere grafiche sono conservate presso l’Istituto nazionale per la Grafica di Roma e la Bibliothèque Nationale di Parigi.

Edoardo Albinati (Roma 1956) è autore di diversi libri di narrativa e poesia. Ha esordito nel 1988 con la raccolta di racconti Arabeschi della vita morale (Longanesi) cui segue nel 1989 per lo stesso editore Il polacco lavatore di vetri (da cui è stato tratto il film La ballata del lavavetri di Peter Del Monte). Tra i titoli ricordiamo La comunione dei beni (Giunti, 1995), Maggio selvaggio (Mondadori 1999), Svenimenti (Einaudi 2004, vincitore del Premio Viareggio), Tuttalpiù muoio, (con Filippo Timi, Fandango 2006), Guerra alla tristezza! (Fandango 2009). Dal 1994 lavora come insegnante presso il penitenziario di Rebibbia a Roma. Nel 2002 ha lavorato presso l’Alto Commissariato ONU per i Rifugiati in Afghanistan da cui è nato il reportage Il ritorno. Diario di una missione in Afghanistan (Mondadori).

Stella Bottai è storico dell’arte e curatore. Formatasi tra Italia, Francia e Finlandia si è dottorata in Storia dell’arte contemporanea alla Sapienza di Roma. Tra le mostre curate si ricorda Marita Liulia Tarot al IIT Festival di Mumbai (India, 2014), l’anteprima video dell’artista Cristina Nuñez La vie en rose, Galleria Effearte (2013, Milano), la co-curatela della mostra multimediale Donne d’arte, Centro Trevi (2012-2013, Bolzano). Interessata all’arte del secondo Ottocento nel Nord Europa e alle applicazioni digitali dei contenuti storico-artistici, è membro della Fondazione Marcello Mastroianni ed è stata membro di giuria del Prix Mobius Nordica, festival dell'arte e delle nuove tecnologie dei Paesi baltici. www.mariastellabottai.com






SCHEDA INFORMATIVA
Capolinea 19.
Personale di Sergio Ceccotti e testi di Edoardo Albinati
A cura di Stella Bottai
Inaugurazione mercoledì 19 marzo 2014 ore 18,30
Durata della mostra: 19.3–18.4.2014
video a cura di Bruno Scarpecci

LaStellina ArteContemporanea
Via Braccio da Montone, 93 - 00176 ROMA
Tel. +39 334 2906204
www.lastellinaartecontemporanea.com 
Orario di apertura: da lunedì a venerdì 17,30 – 20,00 e su appuntamento, ingresso libero














English version








"Capolinea 19" 

solo exhibition by Sergio Ceccotti 
and texts by Edoardo Albinati

 Opening Wednesday March 19 2014 at time 18,30 

The exhibition will be open from 19 March to 18 April 2014
 curated by Stella Bottai 


LaStellina Arte Contemporanea is glad to announce ‘ Capolinea 19 ‘ , the solo exhibition by Sergio Ceccotti, matched to the texts of the book ‘19’ by Edoardo Albinati. The exhibition common theme is the route of the historic tram ‘19’ , crossing Rome, from terminus to terminus, from downtown up to the outskirts. 
The paintings by Ceccotti depict everyday life scenes on the streets of Rome, where the tram passes through and , during its long and slow way, connects differing districts, from Prati downtown area to Pigneto , the quarter where ‘LaStellina Arte Contemporanea’ art gallery is located, up to Centocelle end of the line.
The avenues, the interiors and buildings painted by Ceccotti are wrapped in mystery, for the presence of details like a shadow, a higher point of view, a male shoulder. Elements which give an atmosphere of suspense to the pictures and throw a new light , sinister and in the meantime fascinating, upon the Capital city otherwise familiar streets. The composition organization, as the artist says, recalls the 40s and 50s ‘noir’ films. His tales often assume the character of an omen, borrowing the clear, exact and subjective vision of the environments from the movies – yes - but also from the comics and the American school of paintings.

The oneiric Rome by Ceccotti interfaces with the quotes from the book ‘19’ by Edoardo Albinati recently reissued by Mondadori (first edition in 2001). The book tells the story of several trips that the writer makes on the tram, drived by the need to get through a family reason. Albinati gathers its instant style with some bits of everyday life, either in Rome Parioli upper class , or in the popular Rome of the suburbs of Prenestina or Villa Gordiani. Characters, billboards , street names, tourists , memories alternate each other inside and outside of the tram. ‘from this point of view , the tram 19 is a perfect world. Hence, I feel comfortable when boarding it. Maybe it’s like the cafè for the existentialists. My Deux Magots, or the Flore on the rail’.

The exhibition is also a tribute to Pigneto , the art gallery location, through two great Roman artists who have caught the peculiar nature of the tram 19.

traduzione a cura di Mario Grossi


TESTO CRITICO 



Lungo i binari del tram. La Roma di Sergio Ceccotti e di Edoardo Albinati

Capita di soffermarsi talvolta a guardare un luogo come se ci apparisse per la prima volta, e di scoprirlo diverso da come si è impresso nella nostra memoria. È quello che accade nei quadri di Sergio Ceccotti dedicati a Roma, in mostra alla galleria La Stellina ArteContemporanea. Tema delle opere selezionate è il percorso dello storico tram 19, che ha la caratteristica di unire nel suo lungo itinerario, da capolinea a capolinea, quartieri fra loro diversi e distanti.
Ceccotti è nato a Roma, dove vive e lavora. La città è il soggetto di molte sue opere, specialmente a partire dagli anni Sessanta, e ha dedicato alle vie della capitale, ma anche a quelle di Parigi, sua seconda patria, moltissime tele. Silente, ordinata, immaginata, la Roma di Ceccotti si svela per dettagli, come se il passaggio del 19 trasportasse non solo passeggeri, ma un mistero, che rimane attaccato alle vie, alle piazze, alle persone in piedi ai bordi della strada. Il senso dell’enigma che si respira nelle sue opere gli è valso l’appellativo di ‘pittore della minaccia’, come ha scritto di lui il critico Paul Patera. Poiché i suoi quadri suggeriscono più livelli di lettura e lasciano all’osservatore il completamento della storia, potremmo definire Ceccotti un pittore-scrittore. È forse per questo, oltre al soggetto comune, che è venuto così spontaneo avvicinare le sue tele ai brani del libro 19 di Edoardo Albinati – recentemente ripubblicato da Mondadori nella raccolta Ai confini della realtà – nato dai diversi viaggi intrapresi dall’autore sul tram, da capolinea a capolinea. Ne nasce in mostra un dialogo immaginato tra i due artisti. Entrambi si soffermano sugli scenari urbani in mezzo a cui scorre il tram, a volte gli stessi, ma restituendone due volti diversi: la Roma architettonica, luminosa, immobile, intrigante di Ceccotti; la Roma caotica, colorata, snob e popolare di Albinati. Entrambi hanno saputo rendere con immagini e parole gli universi che si creano in quegli angoli di strada, topograficamente vicini ma pregni di vissuti umanamente lontani. Dal loro incontro risulta uno spaccato urbano fantastico, che oscilla tra sogno e realtà, tra ciò che è svelato e ciò che resta ammantato. 

Stella Bottai




English version

Along the tracks of the tram. Rome by Sergio Ceccotti and by Edoardo Albinati


It happens now and again to stop in order to see a place , as if it would appear to us for the
first time, discovering it different from the one recorded on our memory. It's just what occurs within the pictures of Sergio Ceccotti, dedicated to Rome, exhibited in the art gallery La Stellina Arte Contemporanea. The subject of the selected works is the route of the historical tram '19' , which has the feature to connect , along its way from terminus to terminus, districts that are very unlike and very far from them .
Ceccotti was born in Rome, where he lives and works. The city is the object of several works of him, mainly from the Sixties, and he has dedicated lots of paintings to the streets of the Capital, but also to those of Paris, his second homeland. Silent, tidy, imagined, Ceccotti's Rome reveals itself for details, as if the '19' passing by would convey not only passengers, but also a mistery, which remains tied to the steets, to the squares, to the people standing still by the sides of the road.  The sense of the riddle that is being breathed through his works has brought him the designation of 'painter of the menace', as the critic Paul Patera has written about him. Since his paintings suggest more levels of understanding and leave to the observer the completion of the story, we could define Ceccotti as a 'painter-writer'. And perhaps it's for that ,in addition to the common subject, that  it has became so spontaneous to match his works to the passages of the book '19' , by Edoardo Albinati, recently reissued by Mondadori in the collection 'Ai confini della realtà', born from the several trips the author started in the tram, from terminus to terminus. In the show, a dialogue between the two artist rises up. Both are dwelling upon the urban scenery  where the tram passes through; sometimes it's the same, but bringing back two different faces: Ceccotti's  architectural Rome , shining , motionless and intriguing, and Albinati's Rome, chaotic, colorful , snob and popular. Both have been able to reproduce , through images and words, the universes created in those corners of the street , topographically close, but full of humanly far experienced lives. From their encounter , it results an urban and fantastic section, which fluctuates between dream and reality, between what has been already revealed and what remains still hidden.     

Stella Bottai

traduzione a cura di Mario Grossi